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09-06-2022/15:23:00 Visitato: 1
Congedo straordinario 2022: come funziona

In questa guida completa sul congedo straordinario retribuito ti spiego cos’è e come funziona, qual è la normativa vigente e il divieto di licenziamento, per quali motivi puoi chiederlo e, se non ne hai diritto, come chiedere il congedo non retribuito, come presentare la domanda, quali controlli aspettarti dal datore di lavoro e dall’INPS, quando e se maturi ferie e tredicesima, infine ti fornisco i moduli di domanda sia per dipendenti pubblici che per dipendenti privati.

Cos’è e come funziona

Il congedo straordinario è un’aspettativa dal lavoro retribuita, a cui hai diritto se assisti un familiare con disabilità importante (art. 3 co. 3 della Legge 104/92). Questo periodo di aspettativa si può protrarre fino a un massimo di due anni durante l’arco della tua vita lavorativa, puoi chiederlo anche frazionatamente, per esempio puoi chiedere solo alcuni giorni, settimane o mesi. Durante questo periodo di congedo è l’INPS che ti paga lo stipendio. O meglio, te lo anticipa il tuo datore di lavoro in busta paga, ma poi si fa rimborsare dall’INPS.

Come detto poc’anzi, puoi chiedere il congedo anche in modo frazionato, per alcuni giorni: se però prendi il congedo il venerdì e torni al lavoro il lunedì, sappi che l’INPS conteggia ben cinque giorni di congedo e non solo due, anche se tu il sabato e domenica di solito non lavori. Quindi dal monte a tuo disposizione (due anni) ti scalano cinque giornate. Lo ha chiarito l’INPS con la circolare n.64/2001. L’INPS non conteggia invece i giorni di ferie, malattia, festività che cadono tra congedo straordinario e ripresa dell’attività lavorativa.

 

Attenzione

Puoi frazionare il congedo solo a giorni interi, quindi non a mezze giornate o a ore.

Normativa

La normativa che prevede e tutela il periodo di congedo straordinario è composta da:

  • Legge n. 104 del 5 febbraio 1992, meglio conosciuta come Legge 104;
  • 42 del D.lgs. n. 151 del 26 marzo 2001.

Hai diritto al congedo straordinario per assistere un familiare affetto da disabilità grave, solo se con il disabile hai un rapporto di parentela/affinità e nella scala di parentela hai diritto solo se chi si trova al punto precedente è mancante, deceduto o invalido. Vediamo i legami che ti permettono di usufruire del congedo straordinario e spieghiamo meglio con degli esempi:

  1. Coniugeparte di unione civile;
  2. Padremadre, ma solo se il coniuge/parte di unione civile è mancante, deceduto o invalido. Quindi significa che se sei la madre della persona affetta da grave disabilità ma questa persona ha un coniuge vivente, presente e non invalido, allora il congedo straordinario può chiederlo solo costui, non tu;
  3. Figlio convivente, ma solo se il coniuge/parte di unione civile/genitori sono mancanti, deceduti o invalidi. Quindi significa che se sei figlio della persona affetta da grave disabilità ma questa persona ha un coniuge o genitori viventi, presenti e non invalidi, allora il congedo straordinario possono chiederlo solo costoro, non tu;
  4. Fratellosorella convivente, ma solo se il coniuge/parte di unione civile/genitori/figli sono mancanti, deceduti o invalidi. Quindi significa che se sei fratello/sorella della persona affetta da grave disabilità ma questa persona ha un coniuge/genitori/figli viventi, presenti e non invalidi, allora il congedo straordinario possono chiederlo solo costoro, non tu;
  5. Parenteaffine entro il III grado, ma solo se il coniuge/parte di unione civile/genitori/figli/fratelli sono mancanti, deceduti o invalidi. Quindi significa che se sei parente/affine della persona affetta da grave disabilità ma questa persona ha un coniuge/genitori/figli/fratelli viventi, presenti e non invalidi, allora il congedo straordinario possono chiederlo solo costoro, non tu.

 

Motivi

Hai diritto al congedo straordinario retribuito solo per sostenere un familiare con grave disabilità individuata dalla Legge 104, quindi certificata dai Medici dell’INPS. Se il disabile è ricoverato per 24 ore al giorno presso una struttura sanitaria, pubblica o privata, non ne hai diritto, in quanto la persona è già seguita dalla struttura. Se è ricoverato part time, anche per 12 ore al giorno, hai diritto al congedo.

Attenzione

Se hai un familiare disabile ma che non usufruisce della Legge 104, non hai diritto al congedo straordinario retribuito.

Eccezioni

Ci sono dei casi in cui, anche se il disabile è ricoverato a tempo pieno (24 ore) presso la struttura sanitaria, tu hai diritto al congedo. Ne hai diritto se il disabile:

  • Ha necessità dell’assistenza di un familiare, anche presso la struttura (i medici della struttura devono certificare tale necessità);
  • Ha bisogno di recarsi fuori dalla struttura per cure o visite certificate;
  • Si trova in stato vegetativo persistente;
  • Ha una prognosi nefasta a breve termine.

 

Non hai diritto al congedo straordinario retribuito nei seguenti casi:

  • Per cure personali o per malattia; in questo caso hai diritto alla malattia, se ritenuto opportuno dal tuo medico);
  • Per decesso di un familiare; in questo caso hai diritto al congedo per lutto, pari a 3 giorni lavorativi (alcuni CCNL prevedono alcuni giorni in più);
  • Per gravi motivi familiari non certificati ai sensi della Legge 104; in questo caso puoi chiedere alla tua azienda un periodo di aspettativa non retribuita o chiedere alle risorse umane se l’azienda prevede un altro tipo di aiuto;
  • Per trasloco; in questo caso puoi chiedere le ferie oppure, se il datore di lavoro te la concede, l’aspettativa non retribuita.

 

Retribuito

Come funziona. Durante il congedo straordinario retribuito hai diritto al tuo stipendio, ossia all’ultimo stipendio ricevuto durante l’ultimo mese di lavoro, sottratti gli eventuali emolumenti variabili della busta paga.

Esempio calcolo indennità congedo straordinario

Esempio 1. Supponiamo che l’ultimo mese tu abbia preso una busta paga di 1.200 euro, senza emolumenti variabili. A partire dal mese prossimo, quando sarai in congedo, hai diritto a un’indennità pari a 1.200 euro.

Esempio 2. Supponiamo che l’ultimo mese tu abbia preso una busta paga di 1.500 euro, di cui 350 euro di emolumenti variabili. A partire dal mese prossimo, quando sarai in congedo, hai diritto a un’indennità pari a 1.150 euro.

Durante il congedo straordinario non maturi ferie, tredicesima, quattordicesima e TFR, ma maturi i contributi INPS (contributi figurativi).

Non retribuito

Come ti ho detto finora, hai diritto al congedo straordinario retribuito solo per prenderti cura di un familiare disabile grave riconosciuto dalla Legge 104. In tutti gli altri casi di gravi motivi familiari puoi chiedere l’aspettativa non retribuita. Se quindi per esempio un tuo familiare è ricoverato in ospedale oppure è affetto da una patologia ma l’INPS, pur avendogli riconosciuto l’invalidità non gli ha riconosciuto la Legge 104, non hai diritto al congedo straordinario.

In questo caso puoi domandare all’azienda un periodo di aspettativa non retribuita, ossia un periodo in cui puoi assentarti dal lavoro ma non hai diritto a stipendio, maturazione ferie, contributi, TFR, nulla. Hai solo diritto di mantenere il posto di lavoro fino al tuo rientro. Puoi chiedere un periodo di aspettativa non retribuita fino a un massimo di due anni durante la tua vita lavorativa, anche in modo frazionato.

Domanda

Le modalità di richiesta del congedo sono differenti a seconda che tu sia un dipendente privato o un dipendente pubblico. Vediamo insieme come e a chi inoltrare la domanda, il preavviso e i tempi di risposta.

Dipendenti privati

Se sei dipendente privato, devi chiedere il congedo all’INPS compilando il modulo SR10. Puoi presentare la domanda tramite il sito INPS (se possiedi il PIN dispositivo), tramite call center (che risponde ai numeri 803 164 da fisso o 06 164 164 da cellulare) oppure tramite un patronato.

Dipendenti pubblici

Se sei un dipendente pubblico, devi chiedere il congedo non all’INPS, ma direttamente all’amministrazione pubblica a cui appartieni. L’INPS quindi non ha un modulo per i dipendenti pubblici in quanto la domanda non devi inviarla all’INPS. Puoi chiedere direttamente alla tua amministrazione se ha un modello fac simile da farti compilare, altrimenti puoi usare i seguenti:

Rientro anticipato

Può capitare che vengano meno le motivazioni per cui si è in congedo. Caso frequente è quello del decesso del disabile che si accudisce. In questo caso è è possibile e come interrompere il congedo straordinario? Cosa succede alla persona che ti sta sostituendo sul lavoro?

Per rientrare al lavoro, bisogna chiaramente avvisare prima di tutto il datore di lavoro, con un preavviso di almeno 7 giorni, affinché possa organizzarsi per il tuo rientro. Se per il datore di lavoro non ci sono problemi, puoi rientrare anche prima o immediatamente.

Se l’azienda ha assunto qualcuno al tuo posto, a tempo determinato, non può licenziarlo, in quanto si tratta di un contratto individuale e le parti non possono venire meno (sent. n. 160/2005 della Corte d’Appello sez. di Trieste). Il lavoratore assunto al tuo posto quindi, rimane con le stesse mansioni fino alla scadenza del contratto e l’azienda deciderà dove collocarti temporaneamente.

Se sei un dipendente pubblico, devi avvisare l’amministrazione per cui lavori. Il responsabile del personale provvede ad autorizzare il tuo rientro (occorre dunque una specifica autorizzazione). Se sei un docente, probabilmente al tuo posto la scuola ha assunto un supplente: tale supplente rimane in carica fino al termine del suo contratto, quindi il tuo rientro non permette il licenziamento.

Controlli

Se sei in congedo straordinario, puoi aspettarti dei controlli da parte dell’INPS oppure del datore di lavoro.

Controlli INPS

I funzionari INPS possono controllare che quanto dichiarato per usufruire del congedo corrisponda a verità, possono effettuare il controllo anche attraverso banche dati a cui hanno accesso, per verificare per esempio che il disabile sia vivo oppure possono chiedere una revisione della disabilità.

Controlli datore di lavoro

Il datore di lavoro può controllare la tua effettiva presenza nell’abitazione con il disabile e se manchi, chiederti un giustificativo atto a dimostrare che eri fuori per esigenze del disabile. In caso contrario l’azienda può anche licenziarti per perdita di fiducia nei tuoi confronti.

La Corte di Cassazione infatti, con la sentenza n. 8784/2015 ha condannato il comportamento di chi usa il congedo straordinario per questioni esclusivamente personali. La sentenza tra l’altro è molto rigida: non fa alcuna distinzione tra chi passa un week end al mare e chi va a casa di amici a cena per svagarsi una sera. Questo vale anche se hai dedicato la stragrande maggioranza delle ore del giorno all’assistenza del disabile.

Suggerimento

Per evitare qualsiasi problema poni estrema attenzione ai tuoi allontanamenti da casa e usali sempre per soddisfare esigenze del disabile. Inoltre fai in modo che, se esci per questioni personali, il tempo trascorso sia ridotto il più possibile e usato anche per fare commissioni nell’interesse del disabile.

Ferie

Durante il congedo straordinario non maturi ferie, tredicesima, quattordicesima, né TFR. Questo perché il congedo è una sorta di “congelamento” del posto di lavoro: non svolgi alcuna attività lavorativa e quindi non matura alcuno di questi elementi.

Data la gravità della situazione che ti ha spinto ha chiedere il congedo, sei comunque tutelato su altri fronti: durante il congedo straordinario l’azienda non può licenziarti per il semplice fatto che sei assente, hai diritto a mantenere il tuo posto di lavoro (nei limiti che vedremo nel paragrafo successivo).

Inoltre durante il congedo maturi i contributi INPS, quindi anche se per esempio dura un anno, quell’anno vale anche ai fini contributivi (contributi figurativi INPS).

Divieto licenziamento

Durante il congedo straordinario hai diritto di mantenere il tuo posto di lavoro, ma non hai le stesse tutele di una maternità. In pratica l’azienda non può licenziarti per il semplice fatto che sei assente per congedo, ma può farlo per tutti i classici motivi previsti per i lavoratori.

Dunque può licenziarti in caso di crisi aziendale, per giusta causa e in tutti gli altri casi previsti per un lavoratore dipendente. A seguito del licenziamento, se hai i requisiti contributivi, puoi accedere alla NASpI.

Malattia

Se sei in congedo, puoi interromperlo solo per:

  • Malattia;

In congedo non si interrompe automaticamente al sopraggiungere della malattia o della gravidanza: è necessaria la tua palese volontà di cessazione, da comunicare all’INPS e al datore di lavoro. Dopo la malattia (o maternità) se desideri usufruire del congedo rimanente, devi presentare una nuova domanda.

Indennità

Hai diritto all’indennità di malattia o all’indennità di maternità, solo se non sono passati più di 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro (Circolare INPS n. 64 del 15 marzo 2001).

 

 

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